sabato 21 gennaio 2017

Wolla Design a Palermo: nulla finisce, tutto si evolve



Wolla Design è un laboratorio di arredamento con sede a Palermo, animato da artigiani che fanno del riciclo di materiali e oggettistica una vera arte. Oggi, Altroquando li ringrazia nel vedere il risultato del loro lavoro.
Un tempo, giocattoli della collezione di 
Salvatore Rizzuto Adelfio. Oggi: luce, grazie all'impegno di abili mani. E' meraviglioso vedere come la nostra storia si trasformi e continui a confluire nelle storie e nelle creazioni di altri. Stupendo lavoro. Grazie per averlo condiviso.





venerdì 20 gennaio 2017

Vedute: Luciano Bottaro

 

«Picche e Ripicche!» 
Luciano Bottaro, oltre al suo ottimo lavoro sui personaggi Disney è stato un autore di caratura elevatissima. Creatore di personaggi dai tratti immediatamente identificabili, spesso surreali e a volte portatori di un'acidità che precorreva i tempi. Ne è un esempio il suo cattivissimo (ma in definitiva incapace) Re di Picche. Una sorta di versione aristocratica e ciarliera del Coyote della Warner, sempre all'inseguimento dello struzzo come il re della carte era ossessionato dal proposito di nuocere alla sua controparte benevola e felice, il Re di Cuori. Un mondo fantastico che traeva palese ispirazione da Lewis Carroll, e regalava sogni a occhi aperti a quanti a suo tempo lo incontrarono sulle pagine del Corriere dei Ragazzi. Una simpatica (ottimistica) sintesi sulla banalità del male e sulle sue declinazioni quotidiane: Invidia, superbia, collera. Condannate con una risata liberatoria.






giovedì 19 gennaio 2017

Un tributo a Miguel Ferrer


Mi dispiace davvero molto per la scomparsa di Miguel Ferrer (che ricordiamo, era figlio del grande José Ferrer, indimenticabile Cyrano di Bergerac). Un attore duttile, attivo in generi diversi e produzioni a più livelli, che ha accompagnato la formazione del mio immaginario. Lo ricordo in Robocop, Twin Peaks, Creatura degli Abissi, The Night Flier, e persino nel terribile Justice League televisivo. La sua maschera irregolare era in grado di apparire buffa, truce, grottesca. Non una star, ma un volto che resterà sicuramente nelle memoria di tanti. Mi piace omaggiarlo così, visto attraverso gli occhi del cyborg ancora in fase di programmazione, nel grande film di Paul Verhoeven.

The Savage Sword of Jesus Christ [di Grant Morrison e Molen Bros]


«Non sono venuto a portare la pace... ma la spada!»

La frase del Vangelo diventa il simbolo di una nuova opera provocatoria dell'autore scozzese Grant Morrison, il cui primo capitolo è appena stato pubblicato sul numero 284 della rivista statunitense Heavy Metal. Un Gesù feroce e invincibile, che scende dalla croce per andare alla conquista di un mondo che reclama come suo regno. Questo secondo la fantasia malata di Adolf Hitler, in un'ipotetica applicazione di quello che fu il Cristianesimo Positivo, progetto nazista di epurazione della matrice ebraica dalla religione cristiana per forgiare un vessillo funzionale al Terzo Reich. L'irriverenza di Morrison si serve di quella folle reminiscenza storica per produrre una metafora sulla contraffazione strumentale delle culture e dei linguaggi. Un fumetto violento, ironico e grottesco che sicuramente farà discutere.

Cover of Conan Theme (Anvil of Crom by Basil Poledouris) di Camilo Melgaço Canale Youtube di Camilo Melgaço: https://www.youtube.com/channel/UCe91...

Aquista Heavy Metal 284 (formato Kindle in inglese) su Amazon: http://amzn.to/2jyaeJX

mercoledì 18 gennaio 2017

Vedute: Jim Steranko



Marvel, anni sessanta... una galassia lontana, lontana, verrebbe da dire guardando, oggi, le tavole psichedeliche di Jim Steranko, e il suo lavoro su Nick Fury – Agent of S.H.I.E.L.D. (pubblicato sulla rivista contenitore Strange Tales). Nel contemplare l'opera di Steranko non si può fare a meno di pensare a quanto alcuni artisti siano talmente in anticipo sui tempi da arrivare praticamente in ritardo. La tecnica surreale con influenze di optical art, una tecnica astratta in seguito divenuta rara sulle pagine dedicate ai supereroi. Anzi, a una spia che si muoveva, strisciava, si nascondeva, saltava tra le pieghe dell'universo supereroistico. Un contesto fantascientifico ipnotico e destabilizzante come pochi. Se Steve Ditko, con le sue storie del Doctor Strange aveva saputo creare un mondo mistico composto da geometrie sfuggenti, le tavole di Steranko erano pura arte pop ipercinetica. Qualcosa di troppo potente, troppo anarchico, forse, per diventare canone in un genere conservatore come quello degli eroi in tuta. E non è forse un caso se la sua carriera di artista è proseguita svicolandosi dalla nona arte.







martedì 17 gennaio 2017

Sherlock Holmes è un supereroe?


Abbiamo visto che gli eroi con superpoteri discendono da miti, leggende e poemi cavallereschi. Ma anche dalla letteratura popolare, nutrita dall'immaginario collettivo del suo tempo. Spesso scoviamo antenati insospettabili frugando tra le pieghe della fantasia. Sherlock Holmes, l'investigatore per antonomasia, non sarà uno di questi? E se la risposta fosse sì, perché? Ragioniamo sulla natura del più celebre degli investigatori privati, sulla sua storia e sulle riletture più recenti, passando dai fumetti (anche supereroistici) fino all'acclamata serie britannica interpretata da Benedict Cumberbatch. E' lecito domandarsi: Sherlock Holmes è un supereroe?

La cover del tema di Sherlock è eseguita da The Radical Array Project
Canale The Radical Array Project: https://www.youtube.com/channel/UC-wYklxb1kBxs90ZfXGs45w

lunedì 9 gennaio 2017

Vedute: Junji Ito



Frankenstein di Mary Shelley ha avuto numerosissime letture a fumetti. Alcune hanno avuto forma di seguiti apocrifi, più o meno fedeli alle atmosfere orrorifiche e gotiche del romanzo o trasfigurate in chiavi del tutto differenti, fino alla serialità confinante con il genere che fa capo ai supereroi. Altre si sono cimentate nell'illustrazione del libro della Shelley o in veri e propri adattamenti dell'opera originale. Non si può non ricordare, a questo proposito, il lavoro di Bernie Wrightson, che sicuramente rimane tra le prove d'autore più degne di nota. A sua volta l'opera di sintesi svolta da Junji Ito, maestro dell'orrore giapponese contemporaneo, attraverso la lente della sensibilità tutta orientale per il macabro e la paura dell'ignoto, colpisce per la sua tenebrosa intensità. Il suo estro per “l'orrore del corpo” è a suo agio nel mito del moderno Prometeo. E tocca corde quanto mai inquietanti, dipingendo un mostro raramente così spaventoso e nello stesso tempo tragico.